Caino e Abele. 
L’Iniziato, nel suo percorso, dovrebbe aver assimilato i concetti di Equità e di Giustizia ed essere stato istruito sul modo di porsi per cercare le manchevolezze della Società in cui vive e tentare di porvi rimedio.
Primo – I delitti non possono e non debbono rimanere impuniti.
Secondo – La trasgressione agli ordini rappresenta un pericolo.
Terzo – E’ necessario avere amici per superare le difficoltà.

Ed io? A che punto sono? 
Potrò un giorno avere il reale controllo delle pulsioni?
E la Fratellanza?… Ed oggi?… E cosa ne è di Caino e Abele?…

Che nessuno tocchi Caino… mi riesce difficile esser convinto! Alcuni dicono: “nessuno si azzardi a toccarlo Caino; e non perché sennò qualcuno ricomincia con  il solito sciopero della fame, della sete, del sonno, del respiro…no; ma perché chi tocca Caino diventa anche lui un Caino”. Certo non voglio diventare come lui. Non ora almeno. Non in questo Occidente stanco e morente che vive nascosto nei suoi sensi di colpa perché è incapace di leggere la storia, il suo divenire e la tragicità che ci abita.
La parte migliore di me pensa che in fondo anche a Caino dev’essere data una possibilità, ma si domanda perché non debba essere data ad Abele. Perché se la pena di morte contro Caino potrebbe suscitare orrore… l’assassinio di Abele dovrebbe suscitarne di più.
Quando Caino è sconvolto per ciò che ha fatto JHWH non lo abbandona e continua a interrogarlo. Al “Dove sei?” rivolto ad Adamo (in Genesi 3,9) fa riscontro il “Dov’è Abele, tuo fratello?” (in Genesi 4,9). Caino disconosce qualsiasi responsabilità, ma il sangue, cioè la vita, è voce percepita da Dio anche quando nessuno la vuole ascoltare. Caino è maledetto: ha ucciso un uomo, l’immagine di Dio. Nella Genesi 4,13 sembra poi alludere al pentimento di Caino: 
“Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?”. JHWH interviene e protegge Caino con un segno, custodisce colui che non ha voluto custodire il Fratello. 
Ma d’ora in poi Caino è costretto a vagabondare nel paese di Nod (in ebraico: “terra di vagabondaggio”). 
L’omicidio lo ha condotto lontano dal 
GRANDE ARCHITETTO DELL’UNIVERSO.
Eppure c’è una parte peggiore di me che non mi lascia libero; la parte che non ne vuole sapere di entrare nel circolo degli Uomini illuminati… dalla ragione e dal cuore. Quella parte peggiore di me che vuole rimanere al buio del suo vim-dicare e che delle luci accese al Colosseo non sa cosa farne. E’ il mio demone terribile che pensa al macellaio di Erba e di fronte ad uno che sgozza un bimbo di due anni e massacra a coltellate mamma, nonna e vicina di casa non riesce proprio a cercare motivazioni sociologiche, non riesce ad arrestare il proprio disprezzo ed il proprio risentimento, perché: 
se non c’è un limite all’orrore 
ci dev’essere un umano limite al perdono

Alcune domande alle quali non sò rispondere: 

• Esiste o esisterà mai la possibilità di commemorare Abele, come nella Bibbia? 

• Esiste o esisterà mai la possibilità di ringraziare, aiutare e premiare chi tenta   di fermare i delinquenti ed i loro protettori? 

• Esiste o esisterà mai la possibilità di fermare chi dedica Piazze, Lapidi  ed AULE ai facinorosi, offendendo i servitori dello Stato e le Vittime? 

Il Rispetto, la Tolleranza, la Disponibilità verso gli altri, non può e non deve essere confusa con la debolezza e non deve far pensare di poter fare quello che si vuole per l’assenza di reazione o peggio processando e/o punendo chi si oppone allo sfacelo. 

Quando si smetterà di trascurare le vittime
considerandole, a volte, colpevoli? 

La tanto abusata parola LIBERTA’ non è quella di negare i diritti degli altri ma di rispettarli facendo rispettare i propri. 

Solo un esempio: 

Chi chiede di togliere dalla vista un Simbolo Religioso, caro a molti, offende il loro Culto e la loro persona. 

Chi chiede di poter esporre tutti i Simboli Religiosi, per il rispetto del Credo di ognuno, dimostra di aver capito il termine RISPETTO. 

La Civiltà dell’illuminismo non può accettare la negazione del pensiero altrui ma deve difenderne il diritto di professarlo. 

In nome di uno Stato Laico si tende a farlo Ateo

E nei principi fondamentali della Libera Muratoria è scritto: 
“egli non sarà mai uno stupido ateo, 
né un libertino senza Religione”. 
Tempo fa qualcuno ha scritto qualcosa che voglio ricordare, prima di tutto a me stesso: “la strada della crescita interiore è faticosa e solo con la Tolleranza ed il Rispetto per gli altri si potrà ottenere l’Uguaglianza (intesa come Equità); non certo continuando a chiederla senza riconoscerla e senza mai ricordare che: 

Si ascolta con le Orecchie ma si Sente con il Cuore.
Si guarda con gli Occhi ma si Vede con il Cervello 

e che, per chi continua ad usare sempre e solo la Lingua e mai le Orecchie, la crescita si farà ancor più difficile sino a divenire una lontana Illusione. 

Chiudo con un ricordo di Evelyn Beatrice Hall, ripreso da Voltaire: 

“Non condivido le Tue idee 
ma lotterò con tutte le mie forze affinché Tu, come me, 
possa liberamente esprimere il Tuo pensiero”.

                                                                 Giancarlo Bertollini

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