Il nucleo romano di post missini tenta la rifondazione del centrodestra: “Non contro Salvini, ma vicini”.

di Claudio Roma

Macerie della destra romana che il movimento Riva Destra prova a ricostruire. Col pensiero al “guastatore” Gianfranco Fini e uno sguardo attento a Matteo Salvini. E la “nuova destra”, prova a ripartire partendo dal Viminale, giusto due passi dal nuovo ufficio del ministro degli Interni.
“No, per favore, è solo una casualità. Salvini poi non ha mica bisogno di sentinelle”, Rispondono  tranchant i responsabili romani di Riva DestraLorenzo Loiacono e Cristiano Spadola, alla domanda sul motivo di una sede aperta proprio a fianco al Viminale.

Già, perché il locale inaugurato da una vasta platea di simpatizzanti e militanti in via Venezia, è davvero a meno di 30 metri dal palazzo del Ministero degli Interni e la domanda se sia stata voluta la scelta nasce spontanea. “E’ da marzo poi che ci lavoriamo sopra – giurano i due – mica abbiamo la palla di vetro…”.
Così, in piena arsura estiva, Riva Destra, il primo storico circolo di Alleanza Nazionale diventato movimento dopo le forti contestazioni nel 2008 a Gianfranco Fini (che di tutta risposta sospese da Alleanza Nazionale il suo fondatore, l’allora vicepresidente del Consiglio Comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma), apre una sua sede a Roma.

“La nostra è una sezione su strada e vuole essere anche una risposta alla politica virtuale dei social, oltre che un contributo alla ricostruzione di una destra da troppo assente, o marginale, nella politica italiana”, spiega lo stesso Schiuma, assente perché colpito da un improvviso lutto in famiglia, da sempre ‘uomo di piazza’ della destra sociale romana, con tanto di recentissima parentesi anche tra le file dei salviniani all’ombra del Cupolone.

Salvini? Oggi sono tutti con lui e noi non siamo di certo contro – affermano tutti e tre all’unisono – abbiamo sostenuto il centrodestra, ma le sue idee erano ieri, comunque, delle battaglie storiche della destra, nostre quindi. Purtroppo Gianfranco Fini ha distrutto tutto e oggi, nel nuovo centrodestra a trazione leghista, una destra non c’è, o risulta troppo marginale. Servirebbe invece, eccome, anche per evitare una deriva verso i grillini, dai quali Salvini a nostro avviso si dovrà ben presto guardare”.

A tagliare il nastro sono così anche molti esponenti del centrodestra, non solo romano. Si sono trovati cosi’ vis-a-vis Maurizio Gasparri (“è il primo che ha raccolto il nostro invito”), insieme a storici ex parlamentari di stretta osservanza postmissina, come Francesco Aracri e Fabrizio Di Stefano, quest’ultimo papabile candidato presidente alla regione Abruzzo, ed entrambi ‘tagliati’ all’ultimo da Forza Italia alle scorse politiche. Ma anche esponenti di primo piano di FdI, Il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il deputato questore Edmondo Cirrielli, il senatore Marco Marsilio, il segretario romano Massimo Milani el consigliere municipale Gianluca Caramanna, oltre ai giovani in ascesa (“puntiamo molto su di loro, per una nuova classe dirigente”), come la consigliera regionale del Lazio Chiara Colosimo (FdI) e il consigliere capitolino Maurizio Politi, a capo dei ribelli appena fuoriusciti dal partito della Meloni.

Nel corso della serata, terminata con una cena comunitaria al ristorante a fianco ‘Al Viminale‘, e’ stata annunciata la prima festa tricolore di Riva Destra, che si terrà il 22 luglio a Palestrina (Roma), ove ha già assicurato la sua presenza la stessa Colosimo, oltre a Nino Penna, il consigliere comunale di Catania che Riva Destra ha recentemente conquistato all’interno della lista di Nello Musumeci (“è anche lui un credibilissimo punto di riferimento per noi”).

Ma loro spergiurano di non voler essere un partito e intanto per il 7 ottobre hanno indetto una riunione nazionale, alla quale parteciperanno peraltro rappresentanti di altri movimenti di destra. 
Prove tecniche di Nuova Destra.

Fonte: Affari Italiani !

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