Nel solstizio d’inverno 2016, il Gran maestro della Loggia nazionale romena, generale Bartolomeu Constatin Savoiu, ha conferito al professore Aldo A. Mola la Gran Croce dell’Ordine di Costantino Maurocordato per il suo contributo scientifico agli studi storici, in specie sulla Massoneria. Nell’occasione è stata presentata la seconda edizione romena (aggiornata) di “Gelli e la P2 tra cronaca e storia”, ripubblicata a Bucarest per iniziativa di Filippo Gammicchia.

Mola ha ringraziato ricordando i profondi legami culturali e civili tra la Romania e l’Italia, con speciale riferimento a Costantino Maurocordato (1711-1769), fondatore della massoneria romena e autore della riforma che modernizzò i principati di Valacchia e di Moldavia abolendovi la servitù della plebe, ed al suo discendente, Alessandro (1791-1865), che legò il nome alla dura ma infine vittoriosa lotta per l’indipendenza della Grecia dal secolare giogo turco-ottomano.

In quella epica lotta cadde a Missolungi il patriota italiano Santorre di Santa Rosa, già protagonista del moto costituzionale piemontese del marzo 1821, un “grande iniziato” come gli altri fautori della liberazione del Mediterraneo dall’infame dominio islamico.

La Massoneria, hanno convenuto il gen. Savoiu e Mola, creò la “catena d’unione” che ricollegò l’antica Dacia, orgogliosa dei suoi millenari rapporti con Roma, con la civiltà occidentale, fondata sui diritti dell’uomo e del cittadino e sui cardini di libertà sintetizzati nel motto illuminante “annuit coeptis”, distintivo dell’Ordine di Maurocordato: così in alto come in basso, e viceversa.

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